Ultima modifica: 6 Luglio 2019
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PON Infanzia: GiocArte…attivaMente

 

 

 

 

 

Alla Scuola dell’Infanzia Bruno Munari sono stati finanziati, grazie ai Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014/2020, i seguenti moduli all’interno del progetto  “GiocArte…attivaMente”.

 

 

 

 

 

 

MODULO 1: GiocArte………..attivaMente: Tatto, textures … Forme e formati

MODULO 2: GiocArte………..attivaMente: Luci e colori…la luce e le sue macchine

MODULO 3: GiocArte………..attivaMente: Geometria visiva: dalla natura ai segni e alle scritture

 

GiocArte…attivaMente è un percorso laboratoriale ispirato all’attività di Bruno Munari per attivare processi di apprendimento vero, ‘imparare per imparare’.
Il laboratorio come luogo di creatività e conoscenza, sperimentazione, scoperta e autoapprendimento attraverso il gioco dove si fa ‘ginnastica mentale’ e si costruisce il sapere.
Il principale obiettivo è la stimolazione del pensiero progettuale creativo, che si esprime attraverso un metodo preciso volto a sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con le mani per imparare a guardare la realtà con tutti i sensi.
La modulazione dei contenuti è in progress per favorire la crescita di ognuno, rispettando le tappe evolutive dei bambini; in tal senso risulta essere una proposta totalmente inclusiva, comprendente tutte le età, le abilità, le capacità o competenze proprie: ognuno può inter-agire e crescere fra pari e l’adulto svolge una funzione di regia ‘tecnica’ e formativa.
Le esperienze laboratoriali non si sono chiuse nello spazio attrezzato, ma si sono ampliate nell’esplorazione e nella conoscenza degli ambienti della scuola, nel giardino e negli orti, nel bosco limitrofo, nel territorio antropico circostante per incontrare docenti, genitori, enti e associazioni.

Il metodo Munari, basandosi sulla didattica laboratoriale MunLab, ha offerto la possibilità di costruire un ambiente d’apprendimento che ha favorito il riconoscimento dell’unicità di ogni partecipante.

Il laboratorio è un ‘ambiente ecologico’ in cui si intrecciano relazioni di riconoscimento dell’identità di ognuno e della sua storia, ponendo le basi per la valorizzazione delle diversità che si incontrano: l’incontro fra ‘pari’ per confrontarsi con le proprie risorse o limiti, le proprie incertezze e paure, le proprie conoscenze e curiosità … insieme all’adulto che è progettatore ma non esclusivo conduttore, facilitatore e risorsa, mediatore e osservatore.

La prassi progettuale, in cui il processo di realizzazione è stata anche ridefinita sia nelle modalità che negli obiettivi, e la dimensione del gioco e dell’esplorazione, quale strategia didattica, ha realizzato un contesto educativo nel quale l’apprendere si accorda all’essere e dove lo star bene accompagna l’imparare e il crescere, qualificando l’esperienza del fare-insieme. Ecco che allora ogni difficoltà è stata accolta e ‘com-presa’ nel suo farsi valore importante per tutti, perché ognuno ha potuto offrire la sua biografia intrecciandola in una trama di nuove scoperte e nuove conoscenze. Ognuno ha così condiviso le proprie competenze: educative, tecniche, linguistiche e culturali.

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