Ultima modifica: 4 Gennaio 2018

Inclusione degli alunni con disabilità

La nostra Scuola intende dare testimonianza della presenza di un pensiero fertile a garanzia dell’inclusione degli alunni disabili, che si è tradotto in scelte metodologiche e

organizzative, a loro volta capaci di modulare azioni quotidiane, espressioni concrete di una scuola per tutti e per ciascuno.

Dalla normativa in materia di disabilità si evince che l’integrazione scolastica del disabile si inquadra in un processo di cambiamento e di innovazione per le scuole per imparare a guardare la diversità in termini di risorsa e non di limite, di possibilità di conoscere e sperimentare nuove partecipazioni alla vita di classe e di personalizzare i percorsi educativi.

A partire da questo elemento la nostra scuola si pone in un atteggiamento di osservazione ed analisi nei confronti dei bambini diversamente abili con l’obiettivo di:

  • predisporre gli ambienti per renderli funzionali alle specificità dei singoli alunni;

  • progettare le attività attraverso organizzazione di spazi, tempi e materiali;

  • definire, verificare e aggiornare il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) dell’alunno;

  • progettare e monitorare il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Il ruolo dell’insegnante di sostegno e dell’assistente educatrice, all’interno della scuola dell’infanzia, viene integrato a quello delle altre figure educative; questo permette a tutte le figure educative di potersi interscambiare nella gestione dell’attività sia di sezione che individualizzata e più specifica verso il disabile. In un’ottica di inclusione la scuola ritiene fondamentale che l’alunno diversamente abile abbia un suo spazio all’interno del gruppo grande o piccolo che sia, apportando nel modo da lui conosciuto un contributo personale; il compito principale delle insegnanti sarà sempre quello di tenere in considerazione le specificità della classe in ogni momento della progettazione sia della giornata scolastica che dell’attività. Anche in questo senso l’interazione tra tutte le figure adulte della sezione assume un’importanza fondamentale.

Nella nostra Scuola, in relazione agli obiettivi programmati e ai bisogni di ciascun alunno, vengono articolate diverse modalità di intervento/attività:

  • Intervento in classe in situazione di lavoro diretto con l’alunno o a “distanza”. In questo secondo caso si cerca di evitare o di disincentivare la dipendenza dell’alunno dall’insegnante e stimolare momenti di lavoro autonomo, quando l’alunno sia in grado di gestirli.

  • Intervento su un piccolo gruppo di alunni (tra i quali l’alunno disabile) finalizzato ad obiettivi sia comuni al gruppo sia differenziati per diversi componenti del gruppo.

  • Interventi individuali, anche esternamente alla classe, finalizzati ad obiettivi connessi all’acquisizione di strumentalità scolastica o allo sviluppo dell’autonomia, che necessitano di attenzione e concentrazione, difficile da ottenere in situazione con numerose presenze. L’intervento individuale può assumere diverse connotazioni in relazione alle modalità di relazione instaurate dall’alunno.

Un altro elemento importante nell’integrazione dell’alunno diversamente abile nella nostra scuola è la relazione con la famiglia e con tutte le figure che si occupano della cura e dell’educazione: le docenti della scuola condividono il pensiero che una stretta e continua collaborazione tra scuola, famiglia e neuropsichiatria siano alla base di un buon progetto di crescita dell’alunno diversamente abile. Per questo motivo sia il passaggio d’ informazioni giornaliero, sia i colloqui calendarizzati durante l’anno diventano una risorsa nella progettazione e nell’organizzazione della vita scolastica dell’alunno diversamente abile.

Un ultimo aspetto che caratterizza la nostra idea di integrazione è quello che l’alunno deve poter trovare un ambiente accogliente e adatto alla sua specificità anche nei gradi successivi di istruzione scolastica senza una dispersione di informazioni e strategie funzionali già messe in pratica in precedenza; ecco perché durante l’ultimo anno di frequenza nella scuola dell’infanzia le docenti predispongono, in collaborazione con le docenti della scuola di grado successivo prescelta dalla famiglia, un progetto ponte. In questo modo l’alunno ha la possibilità di sperimentare la nuova struttura scolastica per un tempo maggiore e quindi di adattarsi meglio al nuovo ambiente e alle nuove figure di riferimento; contemporaneamente le insegnanti del grado scolastico successivo hanno la possibilità di raccogliere il maggior numero di informazioni utili legate alla vita ed alla frequenza del bambino stesso.

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