Ultima modifica: 4 Gennaio 2018

Linee progettuali

A) “LA SCUOLA E IL TERRITORIO”

Nelle “ Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e Primo Ciclo d’Istruzione” al capitolo L’AMBIENTE D’APPRENDIMENTO troviamo le seguenti indicazioni : “L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica da intendersi come forma tipica di relazione e conoscenza”.

Si legge inoltre in ” La scuola dell’Infanzia” dI F. Frabboni: “ la definizione degli spazi esterni come fonte di gioco e cultura …il territorio esterno, nella versione del gioco in giardino e della ricerca e scoperta dell’ambiente naturale e sociale, risponde tra l’altro ai molteplici bisogni infantili: libera e tonifica l’esigenza di movimento, produce esperienze emotivamente cariche di rischio e di avventura e mette a contatto i bimbi con situazioni e personaggi contrassegnati con la categoria del nuovo, dell’ignoto, dell’inusuale, occasioni irripetibili per educare all’osservazione dei fenomeni della natura e dell’organizzazione sociale”.

Il territorio offre molteplici possibilità di contatti con la scuola dell’Infanzia e condividendo l’importanza di tali linee si pone l’attenzione alle agenzie presenti sul territorio che diventano parti integranti della nostra didattica.

Passeggiare, camminare, muoversi a piedi è la prima e indispensabile maniera per vivere un territorio, per conoscerlo bene e a fondo nelle sue vicende storiche e geografiche. Farlo insieme con i compagni, permette di vivere emozioni e provare sensazioni che creano legami:

  • Le escursioni nel paese sono eventi di osservazione e scoperta: i nostri progetti educativi con “Gli sfondi integratori” si calano anche nel contatto reale con la vita quotidiana: dai vari negozi, al mercato; dal vigile e le prime norme comportamentali della strada ad altri mestieri. L’osservazione dell’arredo urbano mette in risalto la diversità dei centri residenziali piuttosto che i condomini e palazzi di varie altezze –

  • L’uscita in biblioteca ha l’intento di sensibilizzare fin da piccoli i nostri bambini alla curiosità per i libri e per la lettura, scoprendo un mondo di emozioni attraverso immagini e parole.

  • Il contatto con l’ambiente naturale e il bosco, limitrofo al nostro edificio scolastico, ci regala la possibilità di immergersi nel verde, di assaporare il silenzio o di ascoltare suoni e rumori particolari. Il contatto con la natura nelle varie stagioni attraverso passeggiate ci permette di osservare e integrare con il materiale naturale le nostre esperienze a scuola. La collaborazione con l’Ente Parco dei Colli ci offre la possibilità di avere personale competente che ci aiuta a scoprire nuovi percorsi e sentieri, per vivere momenti magici alla scoperta degli abitanti del bosco.Il centro di “Ippoterapia” immerso nel bosco è diventata una meta da raggiungere durante le nostre passeggiate, oltre che uno spazio attrezzato ed accogliente per vivere una giornata scolastica diversa.

  • Con i bambini che frequentano lo spazio-gioco “Giocotutto”, gestito dall’associazione Infanzia&Incontri, da diversi anni si condivide un progetto di collaborazione, per avvicinarli insieme alle loro famiglie alla nostra Scuola dell’Infanzia.

  • La Cooperativa Sociale ARETE’ e Il Gruppo dei volontari della Protezione Civile Antincendio Boschivo e del Gruppo Alpini sono sempre importanti riferimenti con cui operare e collaborare.

B) “INTERCULTURA E CITTADINANZA”

All’interno del percoso educativo-didattico che coinvolge tutto il personale che opera nella nostra scuola, non possiamo esimerci dal considerare l’educazione interculturale come un aspetto che è entrato a far parte dei percorsi educativi di tutte le scuole italiane.

Pertanto ci sembra opportuno esplicitare e condividere alcune riflessioni dell’autore Duccio Demetrio: “L’interculturalità non accade nella società né accade nella scuola o sui libri di testo. L’interculturalità si fa evento nel sistema cognitivo del soggetto, nell’esperienza cognitiva dei soggetti allorché in essi si realizza un vissuto sintetico­-reinterpretativo di più culture”. L’interculturalità come esperienza accade nel momento in cui percepisco che nella narrazione dell’altra cultura c’è un pensiero divergente rispetto al mio, che io posso accogliere o no. La cultura “altra” provoca una perturbazione nel nostro sistema cognitivo. È un pensiero divergente perché è molto distante dalle nostre idee. L’esperienza interculturale è tale solo se ogni soggetto si allarga in direzione dell’altro; cioè fa spazio al punto di vista, alla memoria storica, all’immaginario ed al futuro dell’altro”.

Nelle attuali società multiculturali, la cittadinanza richiede un approccio innovativo. Capace di potenziare le positività delle differenze, senza dimenticare l’importanza della costruzione di un senso di appartenenza comune. Questa nuova cittadinanza rappresenta un orizzonte di vita ed un livello do convivenza più elevato e più aperto al futuro.

( “ La scuola come luogo per costruire una cittadinanza multiculturale”, Veronica Riccardi)

Nelle scelte operative di una formazione plurale, diventa importante offrire uno spazio di partecipazione alle culture famigliari presenti nella scuola. Durante l’anno i genitori vengono invitati a portare in classe a tutti i bambini , un momento di gioco, un canto, un ballo, una preparazione alimentare, la costruzione di un elaborato.

Il riconoscimento, l’uguale dignità, l’orizzontalità di queste esperienze, avvicinano i bambini ad identificare i tratti di una comune esperienza umana e nel contempo li avvicinano alla ricchezza della diversità.

La nostra scuola intende continuare a proporre, anche per questo anno scolastico, una collaborazione con le famiglie attraverso il coinvolgimento dei genitori in alcune attività con i bambini, progettate dalle insegnanti in momenti specifici del percorso.

Le famiglie che rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità- perché molteplici sono gli ambienti di vita e i riferimenti, religiosi, etici, comportamentali- sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni”. (dalle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, settembre 2007)

C) ORTO DIDATTICO : “La scuola che coltivo”

Da alcuni anni, all’interno del giardino della nostra scuola, abbiamo allestito degli orti con un’idea ambiziosa: quella di sviluppare nei bambini un “agire ecologico”, per aiutarli a capire da dove proviene il cibo, per avvicinarli al mondo naturale con un atteggiamento di curiosità ma allo stesso tempo di cura e di rispetto, dedicandovi un po’ del nostro tempo.

Se il tempo dedicato agli orti è solitamento quello della primavera, l’autunno ci vede impegnati nella messa a dimora dei bulbi, che poi vedremo fiorire con il primo sole primaverile; ma anche le semine al coperto, nelle classi, di fiori (girasoli, tageti, nasturzi) o di vegetali e aromatiche (insalate, basilico, prezzemolo, legumi) ci coinvolgono in diversi periodi dell’anno.

Intorno a queste esperienze si sono raccolte una pluralità di significati ricchi di senso per l’identità educativa della nostra scuola:

  • perchè nell’idea di una pedagogia dell’essenziale pensiamo sia davvero significativo per i bambini e le bambine della nostra scuola l’esperienza della terra, della sua cura, l’esperienza di coltivare da sé ciò che si mangia;

  • perchè vorremmo una scuola capace di coltivare la lentezza e il rispetto dei tempi;

Coltivare a scuola:

  • per far sperimentare l’attesa, l’osservazione, la previsione su ciò che è ancora invisibile agli occhi;

  • per avere un ricchissimo laboratorio multidisciplinare che unisce le abilità manuali al pensiero astratto, che sollecita le conoscenze scientifiche e richiama il pensiero logico e cronologico;

  • perchè accomuna tutti nella dimensione della cura, dell’attesa, del rispetto, della partecipazione, dell’ascolto, non solo della terra ma anche dei propri simili;

  • perchè insieme agli ortaggi si coltivano cittadinanza e partecipazione.

ORTI DIDATTICI: la scuola, dallo scorso anno scolastico, si è attivata nel realizzare un progetto condiviso con il territorio per la gestione degli orti scolastici sia in alcuni momenti della vita scolastica, sia nel periodo estivo.

D) PROGETTO D’ISTITUTO: CONSULENZA PSICOPEDAGOGICA

Lo sportello è rivolto ad alunni, insegnanti e genitori della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado; si configura come un servizio di promozione della salute intesa nel senso più ampio che ne da’ l’Organizzazione mondiale della Sanità: benessere fisico, psichico, relazionale.

FINALITA’

Il progetto nasce dall’esigenza di proseguire un percorso di consulenza pedagogica per rendere le insegnanti sempre più consapevoli delle caratteristiche e dei bisogni dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, al fine di offrire proposte educativo-didattiche sempre più adeguate. Contemporaneamente vuole rendere partecipi le famiglie in un ambito di consapevolezza del percorso evolutivo del/la figlio/a per vivere la scuola come ambiente di crescita. Lo sportello pedagogico diventa lo spazio di ascolto e di consulenza destinato a genitori e insegnanti per promuovere il benessere psicofisico, emozionale e relazionale dell’individuo e, dunque, del sistema a cui appartiene. L’idea non è offrire un spazio in cui si effettua “terapia”, ma piuttosto un servizio che accompagna nel percorso educativo e di crescita personale, attingendo alle risorse e alle responsabilità educative di ciascuno.

OBIETTIVI

– Costituire un punto di ascolto e di confronto che favorisca la comprensione delle situazioni, accolga le difficoltà di genitori e insegnanti in cui acquisire strumenti per gestire situazioni di “crisi”;

– Analizzare con gli insegnanti situazioni problematiche individuali o di classe e progettare interventi più idonei;

– Fornire strumenti che sostengano la capacità di osservare e comprendere i comportamenti e le relazioni;

– Supportare il ruolo educativo di genitori e insegnanti, attraverso almeno 2/3 incontri formativi condivisi;

– Prevenire il disagio individuale e scolastico.

Attività previste: Colloqui di sportello di consulenza pedagogica per insegnanti e genitori; I colloqui potranno avvenire in uno spazio messo a disposizione dalla scuola.

 

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