Ultima modifica: 4 Gennaio 2019

Scelte Metodologiche e Didattiche

SCELTE METODOLOGICHE

In questa cornice pedagogica si individuano come elementi fondanti le seguenti scelte metodologiche :

a) La consapevolezza nell’assumere un atteggiamento democratico quale condizione irrinunciabile per la costruzione di una relazione circolare, rispettosa di ogni soggetto coinvolto, in cui il/la bambino/a può compartecipare al suo percorso quotidiano di crescita; questo tipo di ascolto empatico permette al bambino di sentirsi accettato e capito, favorendo un processo inconscio di riflessione su se stesso, sui propri sentimenti, emozioni, timori, limiti e potenzialità, percependo la possibilità di imparare a gestirli in modo armonico e sereno.  In tale clima ogni esperienza relazionale acquista significato in quanto permette al bambino di apprendere e formarsi una personalità più sicura e autonoma.

b) La consapevolezza nel considerare come le relazioni non si costruiscano mai in una dimensione uni-direzionale, adulto verso bambino, ma nella circolarità dell’incontro con l’altro; all’interno della stessa l’insegnante nel suo proporsi deve mantenere aperta la sua disponibilità ad accogliere e a ricevere. In altri termini è importante che si rimanga attenti a leggere le emozioni, i sentimenti, gli atteggiamenti che il bambino suscita in noi, riconoscendoli come parte del proprio vissuto e della propria storia e imparando a gestirli costruttivamente nell’interazione.

c) La consapevolezza nell’assumere atteggiamenti di flessibilità:

  • nell’organizzazione dell’orario delle insegnanti, al fine di garantire le scelte di aggregazione in piccolo gruppo e la presenza sul dormitorio; 

  • nell’organizzazione degli spazi temporali, cioè nella strutturazione temporale della giornata scolastica, ponendo l’attenzione ai bisogni del bambino a cui tale organizzazione risponde e ai significati educativi che la proposta di suddivisione temporale della giornata, con i suoi ritmi, tempi e rituali, a breve e a lungo termine, porta con sé. In particolare l’attenzione viene posta ai tempi di transizione, sia nell’attività di sezione sia nell’attività dei laboratori, attraverso l’attuazione di rituali convenuti, perché si ritiene importante offrire ai bambini alcune modalità di compartecipazione che li aiutino a “prevedere” il loro essere a scuola, rispondendo ai bisogni di identità e rassicurazione;

  • nell’organizzazione degli spazi fisici, nel loro allestimento, nella scelta di materiali e arredi affinché le esperienze siano assunte e vissute dai bambini in prima persona; da qui lo sforzo di caratterizzare tutti gli spazi, anche quelli più anonimi, come gli ambienti di passaggio, e di individuare alcune simbologie comuni a tutta la scuola e rappresentative di materiali e spazi strutturati, per aiutare i bambini a muoversi nell’ambiente scolastico con sicurezza e autonomia:

  • nella caratterizzazione di ogni spazio fisico (ingresso, saloni, sezione per una specifica finalità);

  • nell’utilizzo dei detti spazi per coinvolgere scenograficamente l’intera scuola nella realizzazione del progetto didattico in atto.

L’insegnante diventa così “registacioè aperta alla costruzione in itinere di percorsi secondo le situazioni e le reazioni dei bambini che nella scuola dell’infanzia elaborano la loro esperienza, guardando, osservando, esplorando ed interagendo con le persone e le cose.

Ancor di più questa scelta metodologica permette di:

  • organizzare le attività in relazione alla variabilità individuale dei ritmi, dei tempi e degli stili di apprendimento;

  • accogliere gli interessi dei bambini

  • valorizzare l’esplorazione dei materiali

  • trovare un equilibrio tra la progettualià dell’adulto e quella dei bambini

  • favorire la relazione e l’apprendimento fra pari

d) la metodologia del laboratorio facendola coesistere con una metodologia più propositiva e diretta dall’adulto. Il concetto di “laboratorio” condiviso dalle insegnanti si riferisce ad uno spazio caratterizzato dal materiale, dove il bambino diviene il protagonista del fare e dell’agire e dove ognuno cerca di esprimere meglio il proprio essere .

Il laboratorio, come ci insegna Bruno Munari, è un luogo all’interno del quale è possibile, attraverso il gioco, stimolare lo sviluppo della creatività e del pensiero progettuale nel bambino. È un luogo di sperimentazione, scoperta e autoapprendimento.

Il laboratorio è uno spazio dove sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con le mani, per imparare a guardare la realtà con tutti i sensi.

Promuovere nei bambini la creatività, significa aiutarli ad acquisire una mente elastica e non ripetitiva. La fantasia nasce da relazioni che il pensiero stabilisce tra le cose che conosce. Dato che la creatività si sviluppa sulla conoscenza, e il bambino disegna ciò che sa e vede ciò che conosce, il laboratorio stimola i bambini ad ampliare la loro conoscenza plurisensoriale, a capire come sono fatte le cose e a liberarsi dagli stereotipi.

Per noi il laboratorio è il luogo dove il bambino è protagonista della sua evoluzione, sia cognitiva che emotiva e sociale. Sia per le insegnanti che per i bambini entrare in un laboratorio significa, esplorare, scoprire, pensare, ipotizzare, verificare insieme, costruendo relazione che permettono un confronto, una problematizzazione, un crescere.

e) il gioco è un’altra strategia didattica irrinunciabile che, coinvolge l’attenzione del bambino e lo motiva ad apprendere; in tutte le sue espressioni e forme, dalla sensorialità, alla manipolazione, ai giochi di costruzione, a quelli del far finta, al gioco con le regole, ai giochi strutturati e cognitivi, mette il bambino in contatto con ogni tipo di realtà.

Infatti giocando, realizziamo un contesto educativo nel quale l’apprendere si accorda all’essere e dove lo star bene accompagna l’imparare e il crescere.

Giocare è cercare ( quello che serve per realizzar un’idea), è immaginare, è costruire ( un oggetto che sarà per noi indimenticabile). La fantasia, materia prima di ogni gioco, risorsa infinita di ogni bambino e l’aiuto di un adulto, basteranno per giocare tantissime ore e per soddisfare una delle esigenze primarie dell’uomo: il divertimento.

Giocare è un’attività cognitiva a pieno titolo.

SCELTE DIDATTICHE

Le scelte metodologico-didattiche, anche quest’anno scolastico, sono finalizzate sia a far sperimentare ai bambini la complessità delle stimolazioni contenute in un contesto educativo sia soddisfare esigenze organizzative.

In questo senso risulta fondamentale offrire al bambino un percorso educativo quotidiano, aperto alla sperimentazione, in cui egli possa conoscere, sperimentare e fruire i vari linguaggi, senza privilegiarne alcuno, al fine di rendersi consapevole delle proprie capacità, preferenze, limiti e inclinazioni.

Scegliere di praticare una regia educativa non significa voler rinunciare ad una progettualità educativa più diretta dall’insegnate, ma adottare quindi un “Tema comune” a tutta la scuola: in questo senso nasce l’idea di coordinare le attività del plesso in un unico SFONDO INTEGRATORE, come momento di condivisione delle esperienze didattico-educative realizzate all’interno delle sezioni.

Pensiamo che questo possa facilitare l’instaurarsi di un clima stimolante di ricerca in comune, permettendo al gruppo classe di percepirsi come parte integrante del “sistema-scuola”, con la possibilità di sviluppare ed organizzare percorsi educativi in cui le diverse esperienze di sezione si integrino.

Accanto alle attività relative allo sfondo integratore nel nostro progetto trovano spazio anche le seguenti proposte didattiche:

  • laboratori per età, di cui quelli per anni 3 e 4 condotti dalla docente di classe;

  • laboratori a classi aperte:

    • laboratorio d’intersezione “IL GIOCO” per anni 5;

    • laboratori d’intersezione con alunni di 4 e 5 anni: le docenti-esperte propongono attività specifiche e ogni gruppi dei bambini (n.3) ruotano trimestralmente per sviluppare in modo completo i tre laboratori.

  • Percorso didattico “Curricolo delle competenze logico-matematiche d’Istituto” sviluppato dal prof. Giuseppe Pea, a cui le docenti hanno partecipato negli ultimi anni scolastici con una formazione attiva;

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